La classificazione degli esercizi
Gli esercizi pliometrici sono classificati secondo diversi parametri che possono andare a influenzare la quantità di stress (carico) imposto al sistema neuromuscolare in base alle caratteristiche biomeccaniche di ciascun esercizio:
Gruppi muscolari coinvolti:
Arti superiori;
Arti inferiori;
Total body.
Numero di arti coinvolti:
Esercizi bilaterali;
Esercizi unilaterali.
Tipologia delle ripetizioni:
Singole;
Multiple.
Tipologia di sovraccarico:
Corpo libero;
Con sovraccarico:
Bilancieri;
Manubri;
Kettlebell;
Giubbotto zavorrato;
Elastici;
Plinti.
Vettore di spostamento:
Verticale;
Frontale;
Laterale;
Rotazionale;
Diagonale.
Intensità dell’impatto:
Senza impatto;
A basso impatto;
A medio impatto;
Ad alto impatto.
Articolazione maggiormente coinvolta (arti inferiori):
Caviglia;
Anca e ginocchio.
Gli esercizi bilaterali rappresentano un carico minore rispetto agli esercizi unilaterali.
Gli esercizi a ripetizioni singole rappresentano un carico minore rispetto agli esercizi a ripetizioni multiple.
Gli esercizi eseguiti a corpo libero rappresentano un carico minore rispetto agli esercizi eseguiti con l’aggiunta di un sovraccarico.
Gli esercizi eseguiti sul posto rappresentano un carico minore rispetto agli esercizi in traslocazione.
Maggiore è l’impatto, maggiore sarà il carico rappresentato dall’esercizio.
Gli esercizi pliometrici a impatto singolo utilizzando i sovraccarichi hanno lo scopo di stimolare in maniera importante il sistema nervoso centrale.
Invece gli esercizi pliometrici a impatti multipli (soprattutto quelli caviglia-dominante) portano più benefici al ciclo allungamento accorciamento, incrementando l’efficienza sia del riflesso miotatico, sia della capacità del complesso miotendineo di immagazzinare e rilasciare energia elastica.
Il programma di allenamento
Nell’allenamento della forza, il microciclo dura dai 4 ai 10 giorni e le sedute di allenamento si alternano tra quelle ad alto carico e quelle a basso carico.
Gli esercizi per la forza esplosiva, e quindi anche gli esercizi pliometrici, vengono eseguiti ogni 24-48 ore. Questo lasso di tempo permette al corpo di recuperare ed evitare l’affaticamento.
Se gli esercizi pliometrici a medio-alto impatto vengono eseguiti nella stessa seduta insieme agli esercizi per la forza esplosiva d alto carico, conviene aumentare il recupero fino a 48-72 ore tra una seduta e l’altra a causa del grado di affaticamento muscolare indotto dalla componente eccentrica che caratterizza questa tipologia di esercizi.
È bene alternare nel microciclo, e anche nel mesociclo, esercizi sui vari piani di movimento (verticale, frontale, laterale, rotazionale, diagonale) e il numero di arti coinvolti (bilaterale, unilaterale). In questo modo si evitano squilibri muscolari.
Nel caso in cui il volume degli esercizi per la forza esplosiva venga ridotto in maniera significativa, gli effetti residui dell’allenamento persistono per circa 7-14 giorni, per cui occorre introdurre questa tipologia di esercizi ogni 7-10 giorni. Allo stesso tempo, è consigliabile non prolungare per più di tre settimane periodi di allenamento quasi esclusivo della forza esplosiva per evitare il fenomeno dello speed-barrier.
All’interno della seduta di allenamento, gli esercizi pliometrici possono avere collocazioni diverse in base allo scopo:
All’inizio della seduta, come preparazione, per esempio, a degli sprint, a degli esercizi per la forza esplosiva ad alto o a basso carico; in questo caso verranno utilizzati esercizi a medio-basso impatto (e.g. bounds e pogos);
Dopo gli esercizi per la forza esplosiva ad alto carico, quindi esercizi pliometrici a medio-alto impatto e a medio-basso impatto allenanti;
Dopo gli esercizi per la forza massima, utilizzando il complex training, per sfruttare il fenomeno del PAP o post activation potentiation.
Sono esercizi che utilizzano un metabolismo prevalentemente anaerobico alattacido e solitamente vanno eseguiti a inizio seduta perché il grado di affaticamento neuromuscolare incide sui livelli di potenza espressi.