Le cause di MI variano in base all'età dell’atleta:
1. Giovani sotto i 35 anni:
La maggior parte delle MI in questa fascia d’età è dovuta a condizioni congenite o ereditarie, tra cui:
Cardiomiopatia ipertrofica (CMI):
È la causa più comune, caratterizzata da un ispessimento anomalo del muscolo cardiaco che può ostruire il flusso sanguigno. Questa condizione spesso rimane asintomatica fino a quando uno sforzo intenso provoca aritmie ventricolari.
Displasia aritmogena del ventricolo destro (ARVD):
Una malattia ereditaria in cui il tessuto muscolare del cuore viene sostituito da tessuto fibroso o adiposo, predisponendo l’atleta a gravi aritmie.
Anomalie congenite delle arterie coronarie:
Alterazioni nella struttura o nel decorso delle arterie coronarie possono portare a ischemia miocardica durante l’esercizio fisico.
Canalopatie genetiche:
Disturbi elettrici del cuore, come:
. Sindrome del QT lungo
. Sindrome di Brugada
. Tachicardia ventricolare polimorfa catecolaminergica
2. Adulti sopra i 35 anni:
In questa fascia d’età, la causa principale è la malattia coronarica acquisita. La placca aterosclerotica può rompersi durante l'attività fisica, provocando ischemia acuta e arresto cardiaco.
Altri fattori includono:
Cardiomiopatia dilatativa
Miocardite (infezioni virali recenti come il COVID-19 hanno accresciuto l’attenzione su questa patologia)
Valvulopatie non diagnosticate
3. Cause non cardiache:
Commotio cordis:
Una condizione rara, ma fatale, causata da un colpo diretto al torace che induce fibrillazione ventricolare.
Embolia polmonare:
Spesso associata a disidratazione e viaggi prolungati, frequenti negli atleti professionisti.
Ipertermia o disidratazione:
Problemi metabolici o squilibri elettrolitici possono portare a collasso durante sport di resistenza.